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Trieste - maggio 2015

Il progetto

Omaggio della FASI ai 100 anni della Brigata "Sassari"

Perché la FASI ha dedicato "Sa Die de sa Sardigna" al Centenario della Brigata "Sassari" nella Grande Guerra

  

La FASI (Federazione Associazioni Sarde in Italia) ha dedicato “Sa Die de sa Sardigna”, annualmente celebrata dai circoli dei sardi fuori dell'Isola, al 100° anniversario della Brigata "Sassari" nella prima guerra mondiale.

500 persone, in rappresentanza dei 70 circoli della FASI attivi nell'Italia continentale, si sono trovate a Trieste, sede storica della Brigata, per una grande manifestazione commemorativa.
L'omaggio alla Brigata ha voluto essere un riconoscimento delle sue azioni gloriose durante il primo conflitto mondiale ma ha voluto contestualmente simboleggiare i sentimenti di affettuosa e riconoscente memoria che il popolo sardo, a nome dell'intero popolo italiano, ritiene che si debbano tenere vivi nei confronti dei caduti in quella guerra, moltissimi dei quali provenivano dai paesi della Sardegna.

La storia ci dice che i sardi hanno pagato il più alto tributo di sangue tra tutte le comunità regionali se si considera la percentuale dei caduti in rapporto al numero degli abitanti e al numero dei soldati inviati al fronte. E' la memoria delle terribili carneficine della prima (e poi della seconda) guerra mondiale che ha ispirato l’articolo 11 della Costituzione italiana: "L'Italia ripudia la guerra".

Oltre il doveroso, memore rispetto per i caduti e per tutti coloro che in questi territori di confine hanno combattuto, c’è stata un’altra ragione fondamentale che ha ispirato l'iniziativa della FASI di onorare la Brigata "Sassari" in occasione dell'edizione 2015 de "Sa Die de sa Sardigna"- Festa del popolo sardo: alla fine degli avvenimenti bellici il numero enorme di sardi sacrificatisi per la patria non poteva essere passato sotto silenzio dai reduci e dai familiari dei caduti e si ebbero così in Sardegna conseguenze che hanno influenzato e ancora influenzano la storia dell'isola e la sua particolarità.
La Brigata "Sassari” era l'unica a reclutamento regionale. Provenienti da una regione economicamente arretrata, pastori e contadini - il cui universo era rappresentato fino ad allora dal proprio villaggio e dalla propria montagna - si unirono per la prima volta a livello di massa riconoscendosi come "fratelli" e creando uno spirito di corpo, che varrà non solo per la conquista delle posizioni nemiche ma anche per l'acquisizione di una coscienza regionale unitaria. Grazie all’opera di intellettuali come Emilio Lussu, Attilio Deffenu, Camillo Bellieni, Francesco Fancello, Dino Giacobbe i fanti diventarono popolo.
Nel primo dopoguerra quei reduci diedero vita al movimento sardista che avrà parte grande nella crescita civile, culturale e politica della Sardegna. La presa di coscienza dei soldati sardi dalle trincee del Carso all’altopiano di Asiago produrrà un fatto storico unico in Italia: il movimento degli ex combattenti rifiuterà in massa di aderire al fascismo e, anzi, opponendosi ad esso, gli impedirà per ben quattro anni di affermarsi in Sardegna.
Dentro questa celebrazione abbiamo coltivato anche questa peculiarità della nostra storia e la conquista, sicuramente ad essa collegata, nel secondo dopoguerra, dello Statuto dell'Autonomia.
Non è stata quindi casuale la scelta di organizzare un convegno per approfondire oggi le ragioni della nostra autonomia, proprio oggi che alcuni, ignorando la storia, la vorrebbero mettere in discussione. A nostro avviso queste ragioni sono rafforzate e rinnovate, nella storia di oggi, dall'essere la Sardegna regione avanzata di quel confine d’Italia e d’Europa che è il Mare Mediterraneo, in cui la presenza della Brigata “Sassari" è simbolico presidio e fattore di pace, come ha dimostrato nei punti di crisi più gravi nel mondo.

La manifestazione è stata una occasione felice di confronto fra due regioni importanti di confine, con peculiarità di lingue e di cultura, di popoli fieri della loro autonomia. La presenza dei massimi esponenti dei due governi regionali ha consolidato un rapporto di amicizia e collaborazione. In questo scambio è rientrata anche l'esposizione denominata "Sarda Tellus" di prodotti e di cibi della nostra isola con la collaborazione della Coldiretti di Sassari.
È stato, anche nel tempo di EXPO 2015, un contributo a quel grande movimento e proposito di pace che è insito nello slogan “Nutrire il Pianeta / Energia per la Vita".

Abbiamo portato in questa manifestazione le donne, i giovani, gli uomini emigrati sardi (con i loro fazzoletti bianchi e rossi) ma anche i cittadini di   quelle regioni dove vivono e lavorano dando un esempio di uno spirito positivo e fruttifero di integrazione, incontro modello ideale per quello spirito di accoglienza e di solidarietà che deve ispirare le politiche verso i nuovi migranti.
Insieme a queste idee abbiamo portato a Trieste, come sempre, i nostri canti, i nostri balli, la nostra cultura.

La Presidente FASI

Serafina Mascia

 

 

Udine - Redipuglia - Trieste

Resoconto delle giornate 7-8-9-10 maggio 2015

Da giovedì 7 maggio a domenica 10 maggio 2015, la comunità sarda della regione Friuli Venezia Giulia con la FASI (Federazione delle 70 Associazioni Sarde in Italia) ha celebrato “Sa Die de sa Sardigna” - Festa del Popolo Sardo a Udine, Redipuglia e Trieste ricordando il Centenario della Brigata “Sassari” nella Grande Guerra. La Brigata “Sassari” fu costituita come reparto a reclutamento regionale nel 1915, al momento dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra. I fanti sardi combatterono sul Carso e sull’Altipiano di Asiago, dando notevoli e ripetute prove di valore.

Ha scritto lo storico Manlio Brigaglia nella prefazione al fondamentale studio di Giuseppina Fois “Storia della Brigata ‘Sassari’”: «Le fonti ufficiali assegnano alla Sardegna 13.602 caduti nella Grande Guerra, cioè 138,6 morti su ogni 1.000 sardi chiamati alle armi, una cifra di gran lunga superiore alla media nazionale, 104,9. Le perdite della sola Brigata, invece, ammonterebbero a 140-150 ufficiali e 1.600-2.000 militari di truppa morti, cui vanno aggiunti 400 feriti, mutilati o dispersi tra gli ufficiali e 11.000-12.000 feriti, mutilati o dispersi tra i militari di truppa».

A San Martino del Carso è stato eretto un cippo a ricordo del sacrificio degli uomini della “Sassari” nella Prima guerra mondiale.
Le manifestazioni commemorative, organizzate nell’ambito del Programma di attività del Comitato Sardo per il Centenario della Grande Guerra con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, sono state condivise dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste.

Nel pomeriggio di giovedì 7 a Udine, nell’Aula Magna del Liceo classico “J. Stellini”, si è tenuto un corso di formazione per insegnanti dal titolo “Insegnare la Grande Guerra” (aperto anche agli studenti che frequentano il Tirocinio Formativo Attivo presso l'Università degli Studi di Udine e di Trieste).
Nella mattinata di venerdì 8, nello stesso Liceo, si è svolto un incontro rivolto agli studenti, coordinato dal preside Giuseppe Santoro, sul tema: “Il paese più straziato: la Grande Guerra e la contemporaneità”, con interventi di Aldo Accardo (presidente del Comitato Sardo per il Centenario della Grande Guerra) e di Enrico Pino (Generale C.A. - AUS - già Comandante della Brigata “Sassari”).
Nel pomeriggio di venerdì 8, a Trieste, al Molo IV, in uno spazio denominato “Sapori e Suoni di Sardegna”, come evento collaterale, è stata inaugurata “Sarda Tellus”, mostra mercato e degustazione della produzione enogastronomica a cura della Coldiretti di Sassari in collaborazione con la Coldiretti di Trieste, con esibizione del coro di Uri. In serata cena preparata dalla Coldiretti di Sassari.
È seguito “Il Banchetto del Buonumore: i Sardi della Brigata ‘Sassari’, la Grande Guerra e la buona cucina” - Reading teatrale a cura degli attori Elisa Pistis e Diego Coscia - Compagnia Fronda Anomala.

 

La celebrazione ufficiale si è aperta nella tarda mattinata di sabato 9 maggio al Sacrario Militare di Redipuglia. L’omaggio ai Caduti è stato reso dal rappresentante del Governo, il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, dalla Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani (il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Francesco Pigliaru, era rimasto bloccato a Fiumicino, aeroporto ancora in tilt per l’incendio al terminal 3, e solo nel primo pomeriggio ha raggiunto Trieste), dal Comandante Militare Esercito “Friuli Venezia Giulia”, generale Alessandro Guarisco, dal Comandante della Brigata “Sassari”, generale Arturo Nitti, e dalla presidente della FASI, Serafina Mascia. A far gli onori di casa il sindaco di Fogliano Redipuglia, Antonio Calligaris.
Una corona d’alloro della Regione Autonoma della Sardegna è stata deposta ai piedi della tomba del Comandante della Terza Armata, con gli Onori ai Caduti resi da un Reparto d’Onore dell’Esercito FVG. Dopo la lettura di una preghiera da parte del cappellano militare del Sacrario, don Sigismondo Schiavone, i cori di Uri e “Urisè” (di Orosei) invitati dalla FASI hanno intonato alcuni canti, in lingua sarda, a ricordo della partecipazione dei fanti della “Sassari” alla Grande Guerra.
Ha detto la presidente Serracchiani: «Siamo qui per ricordare chi ha combattuto nella Grande Guerra e per onorare i Caduti, che furono purtroppo tanti, senza dimenticare gli atti di eroismo. Ma ci siamo trovati anche per rinsaldare il forte legame tra due Regioni autonome, la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia. Giochiamo una partita comune che è quella della specialità dell’autonomia, per essere indispensabili e governare bene nell’interesse del nostro Paese».

Alle 16.00, nell’Auditorium del Museo Revoltella, il Presidente Francesco Pigliaru e la Presidente Debora Serracchiani hanno partecipato al convegno sul futuro della specialità delle Regioni autonome, che ha visto come relatori costituzionalisti delle Università delle due regioni FVG e Sardegna: Omar Chessa, Gianmario Demuro, Paolo Giangaspero, Elena D’Orlando.
In serata, al Molo IV, nella sala teatro, il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru ha salutato i partecipanti dei circoli sardi FASI provenienti da tutta Italia intrattenendosi poi informalmente con loro nella sala Agorà dove si è svolta la cena preparata dalla Coldiretti di Sassari.
A seguire il recital “La guerra di Giovanni” con Edoardo Pittalis e Gualtiero Bertelli, esibizione del coro “Urisè”, la danza di Claudia Tronci, le launeddas e l’organetto diatonico di Jonathan Della Marianna e Paride Peddio.  
Domenica 10 maggio, alle ore 10.00, si è svolta la solenne cerimonia al Castello di San Giusto dove il 4 novembre 1918 fu issato il primo tricolore, mentre le campane delle chiese cittadine suonavano a festa per la vittoria. Le massime autorità regionali, cittadine, religiose e militari (la Regione sarda era rappresentata dall'assessore Gianmario Demuro) oltre a molti degli emigrati sardi dei Circoli FASI convenuti a Trieste, guidati da Serafina Mascia, schierati riverentemente con le bandiere dei Quattro Mori, hanno presenziato a una cerimonia davanti al monumento ai Caduti.
Alle 11.00 in Piazza Unità d’Italia, simbolo della città libera, celebrazione solenne de “Sa Die de sa Sardigna” dedicata al Centenario della Brigata Sassari nella Grande Guerra. Centinaia di sardi emigrati, in un tripudio di bandiere con i Quattro Mori e di fazzoletti bianco-rossi, hanno ascoltato i discorsi ufficiali pronunciati dalle autorità civili e militari. Sono intervenuti: Salvatore Dore (presidente Circolo Sardi di Trieste), Roberto Cosolini (sindaco di Trieste), Serafina Mascia (presidente della FASI), Tonino Mulas (presidente onorario della FASI), Stefano Pilu (presidente dei Circoli Sardi del FVG), Aldo Accardo (presidente del Comitato Sardo per il Centenario della Grande Guerra), Arturo Nitti (Comandante della Brigata “Sassari”), Michele Cossa (Presidenza Consiglio Regionale della Sardegna), Gianmario Demuro (Assessore degli Affari Generali della Regione Autonoma della Sardegna) e Gianni Torrenti (Assessore alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia).
Demuro ha ricordato la costruzione dell'autonomia «nell'ambito di un disegno costituzionale che ci tiene tutti assieme, ognuno con le proprie diversità e le proprie culture, anche grazie al sacrificio di tutti i militari sardi che parteciparono alla Grande Guerra».
Torrenti ha detto: «Uno stretto legame avvicina e unisce Sardegna e Friuli Venezia Giulia. La “Sassari” - dapprima divisione, poi reggimento e oggi brigata con sedi a Cagliari e Sassari - ha legato per molti anni la sua tradizione a Trieste: nella caserma cittadina di via Rossetti, infatti, i giovani soldati sardi fecero il loro servizio di leva dapprima dal 1926 al 1943 e, in seguito, dal 1962 al 1975. Negli ultimi due anni, abbiamo compreso che la storia della Brigata “Sassari” è scolpita nella memoria, nei ricordi di tutto il Friuli Venezia Giulia, collegata alla Prima guerra mondiale e al sacrificio dei soldati sardi, “i diavoli rossi” come vennero chiamati, sul Carso, sull'Isonzo e sul Piave nel corso della Grande Guerra. Questo per la storia. Oggi la realtà ci dice che i sardi in Friuli Venezia Giulia e a Trieste sono una delle componenti, perfettamente integrate e attive, che fanno della nostra terra un vero e armonioso mosaico».
Ha fatto quindi seguito l’emozionante e applauditissimo Concerto della Banda musicale della Brigata “Sassari”.
Da sottolineare il fatto che l’Associazione Nazionale Brigata “Sassari” è stata presente con il suo Presidente, generale Elio Cossu, una delegazione e la bandiera.
Al Molo IV, dopo il pranzo offerto dalla FASI, grande festa con canti, musica e balli tradizionali della Sardegna: si sono esibiti il Coro “Montanaru” di Udine e il gruppo di ballo del circolo “Amedeo Nazzari” di Bareggio-Cornaredo (Milano).
Gli eventi storico-culturali hanno favorito l’arrivo a Trieste, città che fu la prima sede storica della Brigata, dei rappresentanti di tutti i 70 Circoli dell’emigrazione sarda nell'Italia continentale (tra i quali quelli di Gorizia, Pordenone, Tolmezzo, Trieste e Udine), del Comando e della Banda della “Sassari” per celebrare i 100 anni dalla costituzione, nella primavera del 1915, della Brigata che è oggi simbolo del valore dei Sardi nella prima guerra mondiale e nelle recenti missioni in difesa della pace.
Responsabile comunicazione FASI
Paolo Pulina

 

Regioni e specialità

9 maggio 2015 - Convegno "Il futuro della specialità delle Regioni Autonome" a Trieste

Il futuro della specialità delle Regioni Autonome: convegno a Trieste organizzato dalla FASI in occasione delle celebrazioni del Centenario della Brigata “Sassari” nella Grande Guerra.

«Ci siamo voluti riunire intorno a questo tavolo, per riflettere insieme sul ruolo delle nostre specialità, sul loro valore, sull’attualità dell’ordinamento che ne stabilisce e regola la stessa esistenza». Così il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha sintetizzato il senso del convegno “Il futuro della specialità delle Regioni Autonome”, svoltosi a Trieste, nell’auditorium del Museo Revoltella. Al tavolo dei relatori, la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, l’assessore regionale degli Affari Generali della Sardegna, Gianmario Demuro, e alcuni esperti della materia.

Il convegno, che ha voluto approfondire il tema sia dal punto di vista politico che tecnico, è stato organizzato su iniziativa della FASI, la Federazione Associazioni Sarde in Italia, insieme alle celebrazioni alla memoria dei fanti della Brigata “Sassari” al Sacrario di Redipuglia nel centenario della Grande Guerra. Al centro dei lavori è stata la riscrittura degli Statuti speciali delle Regioni autonome alla luce dei cambiamenti socio-economici avvenuti in Italia e in Europa dal 1948 a oggi, con un’attenta riflessione sul ruolo attuale delle Specialità, esaminando il disegno di riforma costituzionale e le esigenze di rivisitazione dell’ordinamento giuridico.

Dopo i saluti delle autorità locali e della presidente FASI Serafina Mascia, moderati dall'assessore alle Finanze della Regione FVG, Francesco Peroni, si sono alternati i relatori tecnici e i rappresentanti politici. Le relazioni tecniche sono state tenute da Omar Chessa (Ordinario di Diritto Costituzionale Università di Sassari), da Paolo Giangaspero (Ordinario di Diritto Costituzionale Università di Trieste) e da Elena D’Orlando (Associato di Diritto Pubblico Comparato Università di Udine).

Tra il tecnico e il politico l’intervento dell’assessore Gianmario Demuro. «Non vi sarà futuro – ha affermato – senza che sia chiaro quale destino vogliamo per la specialità riconosciuta dalla Costituzione e già due volte oggetto di riforma costituzionale: quella del 2001 e quella in discussione in Parlamento. L’esperienza della specialità ha rappresentato l’unica forma di federalismo realizzata, di fatto, in Italia, ma le Regioni non sono semplicemente istituzioni, sono amministrazioni che tutelano il diritto alla salute e al lavoro e di tutta una serie di profili che non sono più in capo allo Stato ma alle stesse Regioni: la mobilità, il diritto all’istruzione, la formazione professionale ma anche tantissimi nuovi diritti. Insularità, identità e cultura sono tre elementi che caratterizzano fortemente la Sardegna e che ne giustificano ancora oggi la specialità: da questa base deve partire un nuovo patto tra Stato e Regione. Entrambe le parti devono avere responsabilità chiare e precise, oltre alla certezza di un rapporto condiviso e leale».
Ha concluso Demuro: «Molte Regioni a statuto speciale sono state capaci di utilizzare molto bene gli strumenti previsti dalla Costituzione. Dobbiamo anche noi essere capaci di attuare il nostro Statuto al meglio, perché non venga meno la tutela dei diritti sociali».
Le prime conclusioni sono spettate al presidente della Regione sarda Francesco Pigliaru, che in apertura di intervento ha voluto rivolgere un pensiero a Gianluca Monni, lo studente ucciso a Orune, «un ragazzo barbaramente privato del suo futuro. Tutta la nostra vicinanza alla sua famiglia e, da parte nostra, l’assoluto impegno per far sì che gli autori di gesti simili siano rapidamente isolati ed espulsi dalla nostra società».
Entrando nel merito del convegno, il presidente Pigliaru ha sottolineato «l’importanza di affrontare questo tema qui e in questa occasione, ricordando il sacrificio dei ragazzi della Brigata “Sassari” di cent’anni fa, che con la loro dimensione territoriale, vissero nella tragedia della Grande Guerra un momento di forte identità collettiva. Da loro ci arriva una lezione di riconoscimento e di appartenenza che è la sfida del nostro tempo»,
Ha proseguito il presidente della Regione: «Ogni rivendicazione di nuovi spazi di sovranità ci obbliga a dimostrarne la giustizia e il valore attraverso una migliorata azione di governo del nostro territorio. Abbiamo il dovere di usarli per dimostrare di saper essere efficienti ed efficaci quanto le migliori regioni italiane, per provare ad essere migliori dei migliori. È una questione di responsabilità», ha spiegato Pigliaru ricordando che spesso «le Regioni trovano per i cittadini soluzioni che possono essere di ordine superiore rispetto a quelle trovate dallo Stato. Che a sua volta dovrebbe farsi carico di cogliere le buone pratiche e diffonderle, a cominciare dalla scuola e dall’istruzione, punto di partenza imprescindibile». Nello specifico sulla specialità, il presidente Pigliaru ha sottolineato come sia fondamentale salvaguardarne le prerogative e gli spazi di sovranità presenti e futuri, «che vanno tutelati. Per quanto ci riguarda nessuna tendenza centralistica deve poter intaccare il patrimonio di democrazia autonomistica inciso nello Statuto e nelle sue nome di attuazione. Tutte le specialità sono diverse», ha concluso. «La Sardegna ha, al primo posto, l’insularità. E questi giorni quello che sta succedendo nel trasporto aereo è di estrema gravità. Nessun volo deve essere cancellato, mai, da e per la Sardegna, perché si intacca il diritto dei sardi, gli unici senza alternative. La continuità territoriale è un diritto di cittadinanza riconosciuto dallo Stato e dall’Unione europea, è il nostro ponte per superare l’insularità e non permetteremo a nessuno di toccarlo».
L’intervento di chiusura è stato della presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani. «La specialità non è privilegio», ha spiegato. «Ciò perché gestiamo in autonomia il Servizio Sanitario Regionale e il Trasporto Pubblico Locale, coordiniamo gli enti locali e parallelamente siamo chiamati all’abbattimento del debito nazionale. Il Friuli Venezia Giulia in due anni ha messo in campo riforme complicate, come esercizio responsabile della specialità. Esercitando bene il regionalismo – ha concluso Debora Serracchiani – si riesce ad essere indispensabili al proprio Paese».

 

Eco Stampa

Rassegna Stampa su “Sa Die de sa Sardigna” 2015 celebrata dalla FASI a Udine, Redipuglia, Trieste: 7-8-9-10 maggio 2015

Prima degli EVENTI
http://www.fasi-italia.it/index.php/2-non-categorizzato/137-udine-trieste-7-8-9-10-maggio-2015
http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2015/05/07/gli-emigrati-sardi-in-friuli-la-f-a-s-i-e-%e2%80%9csa-die%e2%80%9d-per-celebrare-il-centenario-della-brigata-sassari/#more-37209
http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2015/05/08/il-futuro-della-specialita-delle-regioni-autonome-convegno-organizzato-a-trieste-dalla-f-a-s-i-il-9-maggio/#more-37228
http://www.sardegnareporter.it/trieste-sa-die-de-sa-sardigna-festa-del-popolo-sardo-dedicata-al-centenario-della-brigata-sassari/
http://www.emigratisardi.com/news/articoli/articolo/2015/maggio/sa-die-de-sa-sardigna-festa-del-popolo-sardo-dedicata-al-centenario-della-brigata-sassari.html
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=279872&v=2&c=6578&t=1
http://www.ilmessaggerosardo.com/
http://www.agi.it/cagliari/notizie/grande_guerra_celebrazioni_brigata_sassari_pigliaru_a_trieste-201505071723-cro-rt10178 
http://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/wordpress/2015/05/il-presidente-pigliaru-e-lassessore-demuro-parteciperanno-a-trieste-alle-celebrazioni-per-il-centenario-della-grande-guerra/
http://www.adnkronos.com/fatti/pa-informa/politica/2015/05/08/centenario-della-brigata-sassari-nella-grande-guerra-pigliaru-demuro-trieste-per-celebrazioni-regione-autonoma-della-sardegna_O1osAEtOagbbGG62bKE86O.html
http://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/Peroni/comunicati/&id=94237&ass=C02&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa

Dopo gli EVENTI
http://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/Peroni/comunicati/&id=94279&ass=C02&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa
http://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/Torrenti/comunicati/&id=94283&ass=C05&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/05/10/news/nel-pd-c-e-chi-rema-contro-la-specialita-1.11393047?ref=search
http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/05/10/news/l-autonomia-regionale-non-e-piu-intoccabile-dimostrate-di-meritarla-1.11393024
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/05/10/news/grande-guerra-al-sacrario-onore-alla-brigata-sassari-1.11396820?ref=search
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/05/10/news/sardi-in-festa-per-i-cent-anni-della-sassari-1.11397284?ref=search
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/05/10/news/sardi-in-festa-per-i-100-anni-della-sassari-1.11393292?ref=search
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/foto-e-video/2015/05/10/fotogalleria/sardi-in-festa-per-i-100-anni-della-brigata-sassari-1.11393289?ref=search#1
http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Sardegna_e_Friuli_Venezia_Giulia_unite_nel_ricordo_della_Guerra/2/142975
http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/05/10/news/difendiamo-insieme-l-autonomia-1.11396487?ref=search
http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/05/09/news/pigliaru-a-trieste-per-le-celebrazioni-1.11390069?ref=search
http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=280023&v=2&c=1489&t=1
Qui il video sulla esibizione della banda musicale della Brigata “Sassari” a Trieste http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/05/10/news/sardi-in-festa-per-i-100-anni-della-sassari-1.11393292#gallery-slider=undefined
http://www.telepordenone.tv/news_detail/30599.aspx
http://www.contattonews.it/2015/05/09/grande-guerra-serracchiani-ricorda-la-brigata-sassari/465098/
http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Ricordato_il_sacrificio_della_Brigata_Sassari/2/142958
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=280029&v=2&c=6578&t=1
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=280170&v=2&c=6578&t=1
http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/05/10/a-trieste-centenario-brigata-sassari_239c2689-8d61-491c-92a6-038c65c0d2bb.html
http://www.clubradiolivefvg.it/grande-guerra-concluso-a-trieste-centenario-bgt-sassari/
http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=18044
http://www.ultimanotizia.net/a-trieste-centenario-brigata-sassari/
Videolina
http://www.videolina.it/video/servizi/81735/sa-die-a-trieste-omaggio-ai-cento-anni-della-brigata-sassari.html
Tottus in Pari
http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2015/05/13/grandioso-successo-a-trieste-della-celebrazione-f-a-s-i-de-%e2%80%9csa-die-de-sa-sardigna%e2%80%9d-%e2%80%93-festa-del-popolo-sardo-dedicato-al-centenario-della-brigata-%e2%80%9csassari%e2%80%9d-nel/#more-37320
Tottus in Pari n. 568, maggio 2015, pagine 1-4

http://www.emigratisardi.com/news/articoli/articolo/2015/maggio/udine-redipuglia-trieste-omaggio-della-fasi-alla-brigata-sassari.html

http://www.patatu.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3425:celebrata-a-trieste-sa-die-de-sa-sardigna&catid=39:varie&Itemid=43

 

        

Catalogo della Mostra "Ascoltare la pietra - Sculture di Pinuccio Sciola"

Pinuccio SciolaCatalogo dell'omonima mostra "Ascoltare la pietra - Sculture di Pinuccio Sciola", allestita a Padova  – dal 4 al 30 maggio  2013 – per iniziativa della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia, presieduta da Serafina Mascia), del Circolo Culturale Sardo "Eleonora d'Arborea", dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, dell'Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna e dell'Accademia delle Belle Arti di Brera - Milano. La mostra e il catalogo sono stati curati da Caterina Virdis Limentani e da Roberto Favaro.
Le opere del poliedrico artista sardo (conosciuto in campo internazionale) sono state  esposte nel  Sagrato della Cappella degli Scrovegni (Giardini dell'Arena); presso la sede del Circolo Sardo in Via delle Piazze; e sul Listòn nello spazio antistante Palazzo Moroni e il Bò. Le grandi sculture della mostra, allusive a pensieri d'armonia e di pace, hanno confermato che le mani di Sciola sanno plasmare genialmente materie ferme e compatte come il basalto e il granito.

Catalogo della Mostra "Fratelli d'Italia"

fratelli-d-italiaIn occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia (2011), la FASI ha organizzato il concorso internazionale di illustrazione, grafica e satira ''Fratelli d'Italia''. Artisti di tutto il mondo sono stati chiamati a esprimere la propria creatività su temi come l'unità nazionale, federalismo, amore per la patria, solidarietà, valori base della nostra identità nazionale. Le opere in concorso sono state esaminate e infine premiate da una giuria presieduta dal pubblicitario Gavino Sanna e in seguito le migliori opere selezionate dalla giuria esposte in una mostra itinerante che, durante il 2011, ha fatto tappa a Torino, Firenze, Roma e Cagliari. Le opere sono state donate dalla FASI al Museo della satira, della caricatura e dell'immagine di Burgos (Sassari). Hanno partecipato 489 artisti, 300 italiani e 189 stranieri, in rappresentanza di 53 paesi. Al concorso sono state inviate 1190 opere, tra queste 18 sculture e 18 quadri.

Albino Manca - L'officina di uno scultore dal mito di Roma al sogno americano

archivio 2008 catalogo manca1Catalogo della mostra dello scultore Albino Manca (Tertenia 1898 - New York 1976) che è stata allestita al Vittoriano a Roma dal 31 marzo al 2 maggio 2010.

L'intento della mostra e della pubblicazione del catalogo, curato da Giuliana Altea e Caterina Virdis, è stato quello di promuovere la figura di Albino Manca nel suo paese di origine, presso il grande pubblico e presso critici e studiosi dell'arte del Novecento.

La mostra ha proseguito poi per Cagliari, dove è stata allestita nel Palazzo della Legione dei Carabinieri dal 22 giugno al 12 luglio 2010.

Grazia Deledda tra memoria e futuro

tra memoria_e_futuroOpera collettanea a cura di Piero Esperti, Bruno Culeddu e Luca Paulesu, realizzata dalla FASI e dall'ACSIT di Firenze nel 2007 (80° anniversario del conferimento del premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, celebrato dalla FASI con 40 manifestazioni). Il volume comprende, tra gli altri, i contributi di: Francesco Cossiga, Giulio Angioni, Bachisio Bandinu, Marcello Fois, Maria Giacobbe, Gavino Ledda, Salvatore Mannuzzu, Antonio Romagnino e Carlo Sgorlon, Clelia Martignoni, Bice Mortara Garavelli, Massimo Pittau, Paolo Fresu, Franco Fresi, Gino e Michele, Bruno Tognolini, Ottavio Olita. In appendice un saggio di Roberta Masini, dottore di ricerca in Storia economica in servizio presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Il testo è arricchito da alcune lettere inedite della giovane Grazia Deledda, relative ad un "carteggio segreto" posseduto dal letterato Angelo de Gubernatis e rinvenuto nel suo fondo personale conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Catalogo della Mostra "... e il mare intorno. L’Isola come mito"

thumb e il mareCatalogo della omonima mostra internazionale (2004), curato da Davide Lombardo e realizzato dalla FASI in collaborazione con Regione Sardegna, Regione e Presidenza del Consiglio regionale della Toscana. Il concorso internazionale, bandito dalla FASI, ha privilegiato il fumetto, la satira e le arti grafiche come strumenti di comunicazione atti ad approfondire il tema dell'insularità sotto l'aspetto psico-spaziale. Con le opere dei maggiori interpreti sardi della satira e del fumetto sono state esposte realizzazioni di artisti noti in campo nazionale e internazionale provenienti dall' Iran, Israele, USA, Siria,  Turchia, Egitto, Kenia, Marocco, Cina, Australia, Polonia, Francia. La mostra si è posta in continuità storica con la tradizione artistica sarda che, nel Novecento, si è affermata nel panorama nazionale dell'illustrazione e della grafica con artisti di valore quali Giuseppe Biasi, Pino e Melkiorre Melis, Edina Altara, Pietro Delitala, Stanis Dessy, Tarquinio Sini, Giovanni Manca ed Ennio Zedda.

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