Sei qui: HomeHomePadova, 6 dicembre 2018 (2)
Sab 16 Febbraio 11:00 - 12:30
“La Madre del Prete”, spettacolo teatrale con Valentina Sulas, dal romanzo “La Madre” di Grazia Deledda - Circolo “Amicizia Sarda” di Treviso
Treviso, presso il teatro del Liceo Statale “Duca degli Abruzzi” in Via Caccianiga 5
Sab 16 Febbraio 15:30 - 17:30
Iniziativa pro pastori sardi - Associazione dei Sardi in Torino "Antonio Gramsci"
Torino, c/o sede sociale, Via Musinè 5/7
Sab 16 Febbraio 17:30 - 19:30
Inaugurazione di una Mostra di pittura - Circolo Culturale "Nuraghe" di Fiorano Modenese (MO)
Fiorano Modenese, c/o sede sociale, Villa Cuoghi, Via Gramsci, 32
Sab 16 Febbraio 18:00 - 20:00
Proiezione di 7 cortometraggi finalisti di Visioni Sarde 2018 - CSCS-Centro Sociale Culturale Sardo di Milano
Milano, c/o sede sociale, Piazzale Santorre di Santarosa 10
Sab 16 Febbraio 18:30 - 20:30
Presentazione del libro "Il mio viaggio nella SLA” di Antonio Pinna - Associazione Sardi "Sebastiano Satta" - Verona
Verona, c/o sede sociale, Via Bionde 61
Dom 17 Febbraio 19:00 - 21:00
Festa del Tesseramento – Circolo "Sardegna" di Bologna
Bologna, Circolo Sardegna in Via San Donato, 149
Sab 23 Febbraio 16:00 - 19:30
Assemblea dei soci e Premio “Tacita Muta 2019” a Piero Marras - Associazione Sardi in Roma “Il Gremio”
Roma, Casa delle Associazioni Regionali, UnAR, via Aldrovandi 16
Sab 23 Febbraio 17:00 - 19:00
Serata con i Cantadores a chiterra – Centro Sardo "La Quercia" di Vimodrone (MI)
Vimodrone ( Mi), presso l'auditorium comunale, via Piave 62

Padova, 6 dicembre 2018 (2)

Abstract della tesi di laurea magistrale “Lo sguardo dell'anima e del paesaggio nella narrativa di Grazia Deledda” (pagine 125)

di Erika Calcagnini (Università degli Studi di Roma-Tor Vergata)

02Partecipare al premio di laurea indetto dalla F.A.S.I è stata per me un'occasione importante per condividere i miei studi su Grazia Deledda. La scrittrice sarda oggi più che mai ha bisogno di essere ricordata e riconosciuta, non solo in quanto unica scrittrice italiana vincitrice del premio Nobel per la letteratura, ma soprattutto come autrice che ha lasciato ai posteri un bagaglio letterario e culturale autentico, di cui tutti dovremmo fare tesoro.

La tesi dal titolo “Lo sguardo dell'anima e del paesaggio nella narrativa di Grazia Deledda” ha focalizzato l'attenzione sul “paesaggio deleddiano” che costituisce il fulcro narrativo per comprendere l'evoluzione letteraria di Grazia Deledda.

Ma prima di orientare l'indagine sulla produzione letteraria della scrittrice, è stato necessario uno studio approfondito della biografia, attingendo a tutta la recente saggistica, al fine di ricercare soprattutto i luoghi che hanno avuto un valore particolare nell'esperienza personale della scrittrice influenzandone il suo sguardo.

La scelta dei romanzi che sono stati oggetto d'analisi, ha tenuto conto del periodo di maggiore maturità letteraria, risalente agli anni successivi al trasferimento a Roma (1900), dove è possibile riconoscere il passaggio da un'ambientazione realistica ad una più simbolica. La selezione si è dunque focalizzata sui luoghi che hanno maggiormente influito sulla produzione deleddiana: la Sardegna, Roma e Cervia. L'analisi dei tre romanzi: Canne al vento (1913), Nel deserto (1911), La fuga in Egitto (1925) si è dunque concentrata sull'evoluzione narrativa del paesaggio in Grazia Deledda, inteso non solo come ambiente geograficamente connotato, ma soprattutto come espediente poetico, caratterizzato dalla partecipazione attiva degli elementi naturali nei momenti di più forte carica emotiva presenti nei romanzi. Il paesaggio diventa un interlocutore attivo nella prosa deleddiana, è lo specchio dell'anima dei protagonisti, lo strumento narrativo attraverso il quale la scrittrice riesce ad affrontare i temi a lei più cari: l'amore, il peccato e la sua conseguente espiazione.

Infatti, ponendo a confronto i romanzi sardi con quelli continentali, si è potuto osservare come il paesaggio cambi prospettiva in funzione degli stati d'animo dei protagonisti e questi ultimi vengono affrontati secondo un'ottica sempre più introspettiva ricalcando quasi il modus operandi del romanzo psicologico. Infine, poiché il paesaggio ha, tra le tante finalità, quella di trasmettere i significati morali del romanzo, si può osservare che anch'essi assistono al passaggio dall'esteriorità all'interiorità: nei romanzi sardi il senso di colpa è scaturito dalla violazione di principi sociali vincolanti ed è amplificato dalla presenza di quella coralità che osserva e giudica i protagonisti; nei romanzi continentali, al contrario, il senso di colpa è vissuto come un fatto personale, i personaggi trovandosi soli e lontani dalla società, soffrono per il peccato commesso perché tormentati dalla propria coscienza.

In ultimo si è lavorato sulla ricostruzione complessiva della critica, soffermandosi su tutti quei giudizi che avevano adombrato o esaltato il paesaggio deleddiano, confutando il pensiero generale che circoscriveva la scrittrice nell'ambito della letteratura sarda, restituendone il merito di aver guardato – con i suoi romanzi – al mondo, nella sua molteplicità e universalità insieme, motivo questo che ha sicuramente influito sul conferimento, nel 1927, del premio Nobel per la letteratura relativo all’anno 1926.

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