Ogni sardo che lascia la sua terra è una perdita per la Sardegna ma voi, amici sardi nel mondo, siete anche la nostra forza. Avete un grande potenziale e da voi può arrivare un aiuto prezioso per la ripresa del territorio. Siete un patrimonio di competenze e di formazione sparso nel mondo da cui possiamo trarre vantaggio. 

I 700 mila e forse più sardi emigrati, infatti, sono ambasciatori della nostra cultura e concorrono a promuovere i valori, le tradizioni e le bellezze naturali della nostra Sardegna. 
Da una recente indagine demografica dell’ISTAT risulta che nel prossimo futuro i flussi della popolazione si muoveranno dalle campagne alle città, dal Sud al Nord e dal territorio italiano all’estero. La Sardegna segue questo trend: aumenta il numero dei migranti, ma ogni anno la nostra regione perde  5.000 residenti. Ovvero più passa il tempo e più la Sardegna si radica nel deserto dello spopolamento. Il dato è drammatico, ma riguarda solo i  residenti, non tiene conto di tutti quei sardi che sono emigrati ma non hanno cambiato la residenza e il fenomeno è dunque ancora più grave. 
Lo spopolamento è un problema di cui dobbiamo farci carico, un problema a volte sottovalutato, che la Giunta Solinas, della quale faccio parte, metterà tra i punti prioritari dell’agenda politica. 
Oggi si parla di emigrazione intellettuale: ogni anno migliaia di studenti o di laureati lasciano l’isola. Per loro è certamente un’esperienza positiva e una legittima ambizione, ma, se il flusso è solo in uscita, il bilancio culturale ed economico della Sardegna continuerà ad essere in rosso. 

Mi rivolgo, ora, alle nuove generazioni di emigrati: “Senza radici non si vola”. Vi invito a coltivare le vostre radici. Siete il nostro futuro. Mantenete saldi i legami con la vostra terra in quanto occorre la vostra presenza attiva nella rete dell’immigrazione presente in Italia e all’estero, e occorre la partecipazione di tutte le generazioni. 
Le federazioni, i circoli e le associazioni per decenni hanno rappresentato  il cordone ombelicale che ha tenuto collegati i sardi sparsi nel mondo, tra loro e con la Sardegna. 
Prendo atto che nel periodo scorso, il settore dell’emigrazione sarda organizzata ha attraversato momenti di incertezza. 
Alcuni circoli storici hanno chiuso e talvolta è venuto meno il ricambio generazionale. La crisi e i conseguenti tagli hanno avuto un ruolo decisivo, ma è pur vero che in alcuni casi non si è riusciti a rispondere alle nuove esigenze manifestate. 

Non voglio fare promesse ma prendermi un impegno che voglio mantenere: l’emigrazione merita la giusta attenzione e, in qualità di assessore competente per l’emigrazione, nel rispetto della razionalizzazione e monitoraggio delle risorse finanziarie disponibili, mi impegnerò per inaugurare una nuova e proficua fase di dialogo e confronto finalizzato all’adozione di una strategia comune per sostenere la rete degli emigrati sardi nel mondo, testimoni della nostra terra. 
In attesa di approfondire la nostra reciproca conoscenza, ho il piacere di porgervi e rinnovarvi i miei più cordiali saluti, con l’augurio di buon lavoro.  

Alessandra Zedda 
Assessore regionale del Lavoro 
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

*Il messaggio è stato pubblicato sul "Messaggero Sardo" on line, giugno 2019.