Vivere in un’isola moltiplica i costi dei trasporti, dell’energia, delle reti infrastrutturali e crea problemi nella sanità, nell’istruzione e nella formazione, nel mercato del lavoro.

Con questa iniziativa gli isolani vogliono investire del problema della continuità territoriale l’intera comunità nazionale, convinti che il diritto alla mobilità di ciascun italiano debba essere garantito, qualunque sia la sede di residenza.

La raccolta delle firme andrà avanti nei prossimi 6 mesi, con l’obiettivo di raggiungere quanto prima il traguardo delle cinquantamila firme.

Una volta depositati i moduli, sarà possibile firmare per la proposta di legge presso il comune di residenza o rivolgendosi al circolo sardo che coordina in loco le attività di promozione.