La soluzione del problema è la piena realizzazione della continuità territoriale per tutti, colmando il gap strutturale dell’insularità e gli svantaggi che ne derivano in tutti i campi. 
Il principio dell’insularità, del superamento degli impliciti svantaggi per garantire la coesione sociale dei territori europei è già contenuto nell’art. 138 del Trattato costitutivo dell’Unione Europea ed è stato riaffermato più volte, in primis nella conferenza di Nizza. 
Anche la Corte Europea si è espressa in questo senso: regole uguali applicate a situazioni estremamente diseguali creano discriminazioni all’incontrario. Anche il D.lg. 42 del 2009, votato dal Parlamento italiano, riconosce lo svantaggio dell’insularità. Ma è rimasto lettera morta. 
Occorre dunque una norma che abbia la forza cogente della Costituzione, sulla quale siano incardinate misure legislative, che - oltre al richiamo di principio - contenga le possibilità di deroga, la casistica, le misure economiche e finanziarie per superare le condizioni dello svantaggio. Anche recentemente, a proposito della politica regionale dei trasporti, sono state citate le regole europee: a queste regole non si oppongono le deroghe che possono derivare dall’applicazione del principio dell’insularità. Perché? Perché la Sardegna non è stata abbastanza forte da far approvare dallo Stato Italiano, inquadrata in un campo di normativa europea, una legge conseguente. 
Il Referendum può essere occasione e strumento per creare e far sentire questa forza attraverso la mobilitazione di tutto il popolo sardo.

La Presidente F.A.S.I. 
Serafina Mascia


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