Sei qui: HomeHomePadova, 6 novembre 2014
Mar 23 Ottobre 18:00 - 20:00
Danza: Libere geometrie e meccanicismi corporei - CSCS-Centro Sociale Culturale Sardo di Milano
Milano, Galleria d’Arte Moderna, Via Palestro 16
Ven 26 Ottobre 18:45 - 21:00
Proiezione dei film finalisti del Concorso “Visioni Sarde” 2018- CSCS-Centro Sociale Culturale Sardo di Milano
Milano, Spazio Oberdan, Piazza Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2
Sab 27 Ottobre 16:30 - 18:30
Spettacolo teatrale dal titolo: “Sa mamma e’ peusu de is fillas” - Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Parabiago (MI)
Parabiago (MI), presso la biblioteca civica, via Brisa 1
Sab 27 Ottobre 17:30 - 19:30
Franco Oppo (Nuoro, 1935 - Cagliari, 2016): “Identità e avanguardia, alle radici della musica sarda” - Associazione Sardi in Roma “Il Gremio”
Roma, c/o locali UNAR, Sala Italia, via Ulisse Aldrovandi 16

Padova, 6 novembre 2014

Quale "Continuità territoriale"?
Il rischio di un salto nel buio!
Aprire una vertenza con l'Europa per ottimizzare costi e benefici, senza ledere il diritto dei Sardi alla mobilità.

fasi minDopo proroghe reiterate, la Regione Sardegna ha ritirato il bando della "Continuità territoriale 2" e non ha ancora negoziato, né costruito con l'Europa una proposta alternativa.
L'unica continuità territoriale aerea è quella che unisce gli aeroporti sardi con Milano e Roma. Le altre rotte rimarrebbero principalmente in mano alle compagnie low cost, vista la grave situazione di Meridiana. In pratica, se si vive in zone dell'Italia distanti 200-300 km da Roma o da Milano, ci si deve affidare all'offerta, basata sulla concorrenza, del "libero mercato", ove non vige obbligo di garanzia dei voli, e che è veramente "libero" (cioè non calmierato) per quanto riguarda le tariffe.


Ecco quindi lo scenario che si presenta dal mese di ottobre 2014: cancellazione stagionale di alcune rotte e diminuzione drastica della frequenza dei voli, con il risultato che le libere tariffe, già a distanza di 10-15 giorni dalla data di partenza, risultano spesso elevate, e diventano poi proibitive la settimana prima.
Libero mercato quindi per le Compagnie, gioco d'azzardo per i passeggeri!
Occorre fare una distinzione fra il diritto sacrosanto dei Sardi alla mobilità e la necessità e possibilità di uno sviluppo del mercato turistico sardo nell'Italia continentale e in Europa, sviluppo creato da un'incentivazione delle rotte low cost.
La radicale riduzione della continuità reca indubbiamente un danno a una grande parte degli emigrati e alle loro famiglie, all'economia e agli operatori economici della Sardegna (basti il solo esempio delle relazioni con Verona: Fiera marmo e graniti / Fiera Cavalli / Vinitaly / Mercato Ortofrutticolo, ecc.). Inoltre, questa riduzione della continuità causa particolari difficoltà alla categoria, particolarmente numerosa, degli studenti sardi iscritti alle università del continente (Torino / Firenze / Pisa / Siena / Bologna / Padova / Trento) lontane da Roma e Milano.
Le contestazioni che l'Europa ha avanzato riguardo alla "Continuità 2" andrebbero quindi analizzate così da controbattere e riformulare la proposta al fine di:
- garantire la continuità giornaliera di copertura per le zone lontane da Roma e Milano, magari prevedendo i voli dai vari aeroporti alternativamente in giorni diversi (es: Bologna o Firenze, Venezia o Treviso, Genova o Torino);
- porre un tetto massimo alle tariffe.
L'internazionalizzazione, quale investimento turistico aggiuntivo o integrativo, non deve cancellare il concetto della continuità, riconosciuto dall'Europa nei trattati a livello di principio (come conseguenza dello svantaggio dell'insularità), ma semmai occorre che lo stesso venga esplicitamente salvaguardato e rafforzato con una legge nazionale.
Occorre quindi creare un sistema misto che garantisca il diritto alla mobilità e lo sviluppo turistico, ridisegnando le rotte e razionalizzando le spese.
Gli uffici tecnici riusciranno sicuramente a riscrivere le regole nel rispetto delle osservazioni della Unione Europea, ma anche garantendo i diritti della Sardegna ad avere un "ponte" sul mare, accessibile a tutti e operativo per 365 giorni l'anno.
I collegamenti della Sardegna con l'Italia continentale sono una necessità imprescindibile, se vogliamo continuare a parlare di comunità nazionale, e sono ancor più oggi da difendere in presenza della crisi di Meridiana, compagnia che storicamente ha avuto una funzione rilevante per l'immagine e lo sviluppo turistico della Sardegna.
La crisi di Meridiana è la crisi di un'azienda sarda che dà occupazione a molti lavoratori e a loro va tutta la nostra solidarietà! 
A Meridiana si deve guardare con una scelta strategica con un progetto che veda la partecipazione della Regione che concorra a riorganizzare un grande patrimonio umano, professionale ed economico al servizio dell'isola.

Padova, 6 novembre 2014

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